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Formazione aziendale ai sensi del D.Lgs. 81/2008

Le raccomandazioni dell'American Heart Association durante l'epidemia COVID-19

(fonte American Heart Associaton)

 

 

 

Scopo

Queste informazioni sono destinate ad aiutare gli operatori sanitari a ridurre il rischio di trasmissione di SARS-CoV-2 (il virus che causa il COVID-19), in particolare in merito alle manovre di rianimazione. Le presenti informazioni sono tratte principalmente dalle raccomandazioni dei Centers for Disease Control (CDC) degli Stati Uniti. Notare che le istruzioni possono variare in base al luogo. Al di fuori degli Stati Uniti consultare le risorse dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e le risorse sanitarie locali per le informazioni più aggiornate sul controllo del rischio nella propria zona.

Notare che la presente guida è destinata nello specifico ai casi in cui i pazienti presentano COVID-19 noto o sospetto. In tutti gli altri casi, seguire i protocolli standard.

 

Quando si assistono pazienti che presentano COVID-19 noto o sospetto

  1. Utilizzare le precauzioni standard e le precauzioni basate sulla trasmissione durante l’assistenza ai pazienti con sospetto o confermato COVID-19 (fonte: CDC, ultimo accesso 11/03/2020)  
    1. Le procedure che generano aerosol (ad es., RCP, intubazione endotracheale, ventilazione non invasiva) espongono gli operatori a un aumentato rischio di trasmissione della malattia. Queste procedure devono essere eseguite in stanze di isolamento per infezioni trasmissibili per via aerea e il personale deve utilizzare dispositivi di protezione respiratoria. Limitare il numero degli operatori presenti durante la procedura a quelli essenziali per l’assistenza del paziente e il supporto procedurale. La stanza deve essere pulita e disinfettata dopo la procedura (fonte: CDC, ultimo accesso 11/03/2020)
    2. I pazienti con COVID-19 noto o sospetto devono essere assistiti in una stanza singola con la porta chiusa. Le stanze di isolamento per infezioni trasmissibili per via aerea devono essere riservate ai pazienti sottoposti a procedure che generano aerosol. (Fonte:CDC, ultimo accesso 11/03/2020)
    3. Igiene delle mani
    4. Dispositivi di protezione individuale (DPI)
      • Protezione respiratoria: indossare un respiratore o una mascherina chirurgica (se un respiratore non è disponibile) prima di entrare nella stanza del paziente o nell’area dedicata all’assistenza. Devono essere utilizzati i respiratori N95 o i respiratori che offrono un livello di protezione superiore anziché una mascherina chirurgica durante l’esecuzione di una procedura che genera aerosol o se si presenzia a tale procedura. Quando la catena di fornitura è ripristinata, le strutture con un programma di protezione respiratoria devono tornare a utilizzare i respiratori per i pazienti con COVID-19 noto o sospetto. (Fonte: CDC, ultimo accesso 11/03/2020)
      • Protezione per gli occhi
      • Guanti
      • Camici: in caso di carenza di camici, occorre dare la priorità al loro utilizzo nelle procedure di generazione di aerosol, nelle attività assistenziali in cui sono prevedibili schizzi e spruzzi, nonché nelle attività assistenziali a stretto contatto con il paziente che offrono opportunità di trasmissione di patogeni alle mani e agli indumenti degli operatori.
    5. Altre considerazioni per le procedure che generano aerosol (fonti: Anesthesia Patient Safety Foundation e World Federation of Societies of Anesthesiologists, ultimo accesso 13/03/2020)
      1. Se è necessaria l’intubazione, utilizzare l’intubazione in sequenza rapida con DPI appropriato.
      2. Se possibile, evitare le procedure che generano aerosol (ad es. dispositivi pallone-maschera, nebulizzatori, ventilazione a pressione positiva non invasiva).
    6. Prendere in considerazione di procedere direttamente con l’intubazione endotracheale nei pazienti con insufficienza respiratoria acuta. L’utilizzo di ossigenazione con cannula nasale ad alto flusso e CPAP o BiPAP con maschera deve essere evitato a causa di aumentato rischio di generazione di aerosol.

 

Guida per il sistema di emergenza territoriale e altri operatori di primo intervento (fonte: CDC, ultimo accesso 11/03/2020)

  1. Gli operatori sanitari di centrale del servizio di emergenza devono interrogare i chiamanti e determinare se esiste la possibilità che questa chiamata riguardi una persona che può presentare segni o sintomi e fattori di rischio per COVID-19. La procedura di interrogazione non deve mai sostituire le istruzioni precedenti all’arrivo fornite al chiamante quando sono indicati interventi salvavita immediati (ad es. la RCP o la manovra di Heimlich).
  2. Quando si sospetta che un paziente che necessita di trasporto di emergenza abbia contratto il COVID-19, gli operatori preospedalieri e le strutture sanitarie devono essere preavvisati del fatto che è possibile che stiano assistendo, trasportando o ricevendo un paziente che può essere affetto da infezione da COVID-19.
  3. Le pratiche dei medici del servizio di emergenza territoriale devono basarsi sulle informazioni e raccomandazioni cliniche più aggiornate sul COVID-19 fornite dalle idonee autorità sanitarie pubbliche e dalla direzione medica del sistema di emergenza territoriale. Le modifiche possono includere: 
    1. Se gli operatori comunicano che si tratta di un paziente con sospetto COVID-19, i medici del servizio di emergenza territoriale devono seguire le precauzioni standard, incluso l’impiego di protezione per gli occhi, e indossare i DPI appropriati prima dell’arrivo sulla scena. I DPI appropriati includono: 
      • Protezione respiratoria: respiratore N95 o di livello superiore o mascherina (se non è disponibile un respiratore). Devono essere utilizzati i respiratori N95 o i respiratori che offrono un livello di protezione superiore anziché una mascherina chirurgica durante l’esecuzione di una procedura che genera aerosol o se si presenzia a tale procedura. Quando la catena di fornitura è ripristinata, i medici del servizio di emergenza territoriale sottoposti a Fit Test devono tornare a utilizzare i respiratori per i pazienti con COVID-19 noto o sospetto. (Fonte: CDC, ultimo accesso 11/03/2020)
      • Protezione per gli occhi (ovvero occhiali protettivi o schermi facciali monouso che coprono completamente le parti frontale e laterali del viso)
      • Un singolo paio di guanti monouso per la visita del paziente
      • Camici: in caso di carenza di camici, occorre dare la priorità al loro utilizzo nelle procedure che generano aerosol, nelle attività assistenziali in cui sono prevedibili schizzi e spruzzi, nonché nelle attività assistenziali a stretto contatto con il paziente che offrono opportunità di trasmissione di patogeni alle mani e agli indumenti dei medici del servizio di emergenza territoriale (ad es. spostamento del paziente su una barella).
    2. Se l’operatore non ha fornito informazioni sulla possibilità che il paziente sia affetto da COVID-19, i medici del servizio di emergenza territoriale devono adottare le precauzioni appropriate quando intervengono su qualsiasi paziente con segni o sintomi di un’infezione respiratoria. La valutazione iniziale deve iniziare da una distanza di almeno 1,80 m dal paziente, se possibile. Il contatto con il paziente deve essere ridotto nel limite del possibile finché il paziente non indossa una mascherina.
    3. Se non si sospetta COVID-19, i medici del servizio di emergenza territoriale devono seguire le procedure standard e utilizzare i DPI appropriati per la valutazione di un paziente con una potenziale infezione respiratoria.
    4. Il paziente deve indossare una mascherina per il controllo della fonte. Se è posizionata una cannula nasale, sopra di essa deve essere indossata una mascherina. In alternativa, può essere utilizzata una maschera per ossigeno, se indicata dal punto di vista clinico.
    5. Durante il trasporto, per ridurre al minimo le possibili esposizioni, limitare il numero di operatori al personale essenziale nel vano adibito al trasporto del paziente.
  4. Le procedure che generano aerosol (ad es. RCP, intubazione endotracheale, ventilazione non invasiva) espongono gli operatori a un aumentato rischio di trasmissione della malattia e richiedono ulteriori precauzioni. 
    1. I dispositivi maschera-pallone e altre apparecchiature per la ventilazione devono essere dotati di filtro HEPA per l’aria espirata.
    2. Le organizzazioni del servizio di emergenza territoriale devono consultare il produttore dell’apparecchiatura di ventilazione per confermare la capacità di filtrazione appropriata e l’effetto della filtrazione sulla ventilazione a pressione positiva
    3. Se possibile, le porte posteriori del mezzo di trasporto devono essere aperte e il sistema HVAC deve essere attivato durante le procedure che generano aerosol. Questa operazione deve essere eseguita lontano dal traffico pedonale.
  1. Considerazioni speciali per il trasporto dei pazienti che possono avere il COVID-19
    1. I medici del servizio di emergenza territoriale devono comunicare alla struttura sanitaria che riceve il paziente se quest’ultimo presenta una storia di esposizione e segni e sintomi suggestivi di COVID-19 in modo che possano essere adottate le precauzioni appropriate sul controllo dell’infezione prima dell’arrivo del paziente.
    2. Tenere il paziente separato dalle altre persone il più possibile. 
      1. I familiari e altri contatti dei pazienti con possibile COVID-19 non devono salire sul mezzo di trasporto, se possibile. Se salgono sul mezzo di trasporto, devono indossare una mascherina.
      2. Isolare il conducente dell’l’ambulanza dal vano adibito al trasporto del paziente e tenere le porte e finestre di passaggio ermeticamente chiuse.
    3. Se deve essere utilizzato un veicolo senza un vano del conducente e una ventilazione isolati, aprire le bocchette di ventilazione nel vano del conducente e accendere al massimo le ventole di aerazione di scarico posteriori. Ciò consentirà di creare un gradiente di pressione negativa nel vano del paziente.
   
   
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Risorse Web  

American Heart Associaton

 

ILCOR

 

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American Heart Association (in breve AHA) è una organizzazione mondiale, con sede a Dallas (USA) e presente in tutto il mondo attraverso gli International Training Center (ITC) autorizzati. Con i suoi 5.000 Training Center e circa 400.000 istruttori forma ogni anno oltre 15 milioni di persone (tra laici, soccorritori e operatori sanitari) in tutto il mondo.

 

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